Veronica Cellamaro: “Questo libro è un inno alla perseveranza”, Don’t Give Up” presto in libreria

Avevamo incontrato Veronica Cellamaro in occasione dell’uscita del suo libro di esordio, “Push you away”. Questa giovanissima scrittrice di Cerignola (Fg), a distanza di poco tempo, torna con un nuovo romanzo, intitolato “Dont Give Up”. I due libri hanno un filo conduttore che li accomuna (oltre al fatto di essere l’uno il prequel dell’altro): raccontano entrambi le fragilità e le debolezze dei protagonisti, giovani ma già provati duramente dalla vita. Leggendo le vicende di Max, Clarke o Samantha ciascuno può facilmente immedesimarsi: le fragilità non hanno età, e sta a noi trovare, in qualsiasi momento dell’esistenza, le risorse più giuste per affrontarle e cambiare in meglio.

Ecco cosa ci ha raccontato Veronica della sua nuova “creatura” letteraria a cui ha lavorato proprio nei mesi del lockdown, sfidando-in questo modo- la paura e l’incertezza.

R: Il tuo nuovo libro è il sequel del primo romanzo “Push you away”, che ha segnato il tuo esordio dal punto di vista editoriale. L’impressione è che tu abbia utilizzato la formula vincente delle serie tv, che sono molto seguite dai più giovani, e che prevedono appunto una consequenzialità negli episodi. Pensi che, trasposto in chiave letteraria, questo sia il modo più facile ed efficace per stimolare alla lettura e alla fidelizzazione dei personaggi?

VC: Ad essere sincera, questo prequel è del tutto casuale, non è stato premeditato. Subito dopo aver pubblicato Push you away non avrei mai immaginato di scrivere qualcos’altro che riguardasse la storia del mio primo libro. In molti però, dopo aver letto la mia prima storia mi hanno chiesto di scrivere dell’altro sulla famiglia Hilton.

Molto probabilmente il fatto di essere il prequel del mio romanzo d’esordio e che quindi racconti la storia di un personaggio già conosciuto incuriosisca maggiormente i lettori, anche per sapere qualcosa in più su Max stesso, sul suo passato e su ciò che lo ha segnato così tanto come abbiamo visto nel libro a lui dedicato. Quindi si, spero che questo fattore stimoli maggiormente la lettura.

R: In “Push you away” (che ho avuto modo di leggere e apprezzare, n.d.r.) emerge chiaramente la fragilità del protagonista, che si ritrova a dover “fare i conti” con il suo difficile passato. E’ bello che tu abbia messo in luce la parte più fragile e “femminile” dei un uomo. Cosa ne pensi al riguardo?

VC: In Push you away, Max è un ragazzo fragile e problematico per via del suo passato difficile che inizialmente aveva il timore di esternare il suo stato d’animo tenendosi tutto dentro per poi sfogarsi sul ring. Dopo aver conosciuto Layla ed averla quasi persa, finalmente riesce a cambiare questa parte negativa del suo carattere e comprendere quanto sia più facile aprirsi con gli altri e non tenersi tutto dentro.

Il fatto di aver evidenziato più volte il pianto di Max davanti a sua nonna, o dinanzi a Layla può essere anche un messaggio per far comprendere che non c’è nulla di male in un uomo che piange e che mostra le proprie fragilità. E se devo essere sincera, sarò una delle poche, ma preferisco l’uomo sensibile a cui piace esternare i propri sentimenti a quello orgoglioso.

R: Sei una giovane scrittrice che muove i primi passi nel mondo dell’editoria. Quanto ha inciso sulla tua vena creativa il particolare momento che stiamo vivendo, e che paralizza le esperienze sulle quali, in genere, si fonda l’estro e la creatività di chi scrive?

VC: Questo momento molto particolare che stiamo vivendo ha inciso molto sulla mia vena creativa, avendo più tempo a disposizione per via della quarantena ho avuto modo di scrivere molto, infatti ho già un altro romanzo che in futuro potrei pubblicare. Anche se siamo costretti in casa, senza poter fare ciò che abbiamo sempre fatto, non mi sento privata di qualcosa nell’ambito creativo per quanto riguarda la scrittura. Ho molta fantasia, mi basta solo un po’ di concentrazione per entrare dentro la storia che ho intenzione di scrivere.

R: Ci diresti almeno tre validi motivi per cui vale la pena leggere il tuo nuovo libro “Don’t Give Up”?

VC: Tre validi motivi per leggere Don’t give up?  Dovreste leggere questo libro perché è un inno alla perseveranza, fa comprendere quanto sia importante perseguire i propri obiettivi e quanto sia fondamentale non arrendersi mai nella vita anche quando si crede di aver toccato il fondo.

Se la storia di Max vi è piaciuta, in Don’t give up potrete scoprire altri dettagli su di lui, sul suo passato e anche qualcosa riguardante il suo futuro. Ed infine, leggere un libro nuovo può solo far bene, e non si sa mai, chiunque potrebbe immedesimarsi in Clarke o Samantha, traendo degli insegnamenti dal loro percorso.

R: Da quali esperienze o momenti della tua vita hai tratto ispirazione per i tuoi due romanzi?

VC: I miei romanzi non sono tratti da esperienze personali, ho solo cercato di pensare a cosa mi sarebbe piaciuto leggere e sono venute fuori le due storie. Ovviamente in ogni racconto che scrivo può esserci qualche dettaglio personale o riguardante persone che conosco. Possono essere dettagli più irrilevanti o vere e proprie caratteristiche dei personaggi, ma la storia in sé per sé è totalmente frutto dell’immaginazione.

I due libri di Veronica Cellamaro saranno a breve disponibili sia online che presso la libreria Biblyos di Cerignola.

 

Il nuovo libro della scrittrice cerignolana Veronica Cellamaro

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Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

Autore dell'articolo: Cristiana Lenoci

Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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