San Martino tra storia e leggenda: perché è il protettore dei “cornuti”?

Di origini ungheresi, San Martino fu chiamato così in onore del dio della guerra, Marte. Suo padre infatti era un militare. Quando Martino era ancora piccolo si trasferì con la famiglia a Pavia: a soli 15 anni il padre lo costrinse a fare il giuramento per militare nell’esercito.

Martino, entrato nell’esercito per volere della famiglia, fece carriera specializzandosi nell’ispezione dei posti di guardia e nelle ronde notturne. Nello specifico, svolgeva il ruolo di “Circitor”.

Proprio durante una delle sue ronde durante una fredda notte d’inverno Martino incontrò un povero mendicante. Quando lo vide così seminudo e sofferente per il freddo, non ci pensò due volte: con la spada tagliò in due il suo mantello e ne diede metà al poveretto.

Nonostante l’animo generoso e contrario alla violenza, Martino restò nell’esercito per 20 anni, pur comportandosi sempre da perfetto cristiano.

Arrivato a 40 anni, Martino assecondò il desiderio di diventare monaco. Poi, nel 371 diventò Vescovo di Tours, un paese della Francia, e il suo mandato durò 26 anni.

San Martino è protettore degli albergatori, fanti, forestieri, cavalieri, fabbricanti di maiolica, militari, mendicanti, osti, vendemmiatori, viticoltori, sarti, sinistrati e oche. È patrono di numerosi comuni italiani.

Santo dei Cornuti: cosa dice la tradizione popolare

In molti posti d’Italia (soprattutto al Sud) San Martino è conosciuto per essere il protettore degli uomini traditi. Questa tradizione risale alla mitologia greco-romana, in cui il Dio della Guerra Marte diventò l’amante di Venere, Dea della Bellezza.

Il marito di Venere, Vulcano, nonché Dio del Fuoco, scoprì il tradimento e chiuse i due amanti in una rete di ferro per mostrarli a tutti gli Dei.

Questi, però, invece di sostenerli o avere compassione del loro gesto, cominciarono a deridere Vulcano. Forse da questo episodio deriva l’espressione tipica (diffusa soprattutto al Sud) “cornuto e mazziato”.

C’è un’altra interpretazione, però, che fa risalire il riferimento ai Cornuti, e cioè che l’11 Novembre (giorno in cui si festeggia appunto San Martino) si aveva l’usanza di organizzare feste e sagre con animali cornuti come mucche, tori, capre.

L’estate di San Martino

In molte regioni italiane il giorno in cui si festeggia San Martino (l’11 Novembre) vi è ancora un clima piuttosto mite. La tradizione infatti indica “l’estate di San martino” come il periodo autunnale in cui di solito vi è bel tempo, in attesa delle prime gelate invernali. Nata dalla tradizione popolare, l’estate di San Martino trova puntuale riscontro nella realtà. Sarà da attribuire ai fenomeni del riscaldamento globale e dei cambiamenti climatici?

Lampade di San Martino

Nel periodo che precede la festa di San Martino si usa costruire delle lanterne per illuminare le giornate troppo lunghe e sempre più spesso buie. Ad essere coinvolti in questa tradizione sono soprattutto i bambini, che in alcuni luoghi vengono poi condotti nei boschi o nei parchi all’imbrunire con le lanterne realizzate con le proprie mani. La tradizione vuole che tutto termina con un bel falò, attorno al quale intonare canti e filastrocche per augurare benvenuto all’inverno.

 

 

 

Condividi per favore sui tuoi social preferiti

Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

Autore dell'articolo: Cristiana Lenoci

Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

Lascia un commento