Quel giorno in cui ho conosciuto Sara Ciafardoni

E’ stato più di un anno fa. Si avvicinava il giorno del compleanno di mia sorella Ludovica, e volevo farle un regalo speciale, uno di quelli che non si dimenticano più. Non un oggetto come tanti, ma un’esperienza, un’emozione, da ricordare con piacere anche a distanza di tanto tempo.

Avevo sentito spesso parlare di Sara Ciafardoni, e la seguivo sui social, dove sua madre Isabella scriveva di lei. Mi era arrivata voce del suo talento, della malattia che la costringeva a letto da tempo, della sua straordinaria forza d’animo. E, naturalmente, del libro da lei scritto e intitolato “Con tutto l’amore che so”, che in tanti hanno letto (me compresa), traendone un messaggio di positività e speranza come poche altre letture riescono a fare.

Ho contattato allora mamma Isabella chiedendole di poter conoscere Sara, per fare un regalo a sorpresa a mia sorella che aveva da poco finito di leggere il suo bellissimo libro.

Ho detto a Ludovica di non prendere impegni per il giorno successivo, senza aggiungere alcun particolare. Desideravo che tutto, ma proprio tutto, fosse una sorpresa per lei.

Quando arriviamo a casa di Sara, la sorella Adriana ci accoglie calorosamente e con un bel sorriso. Ci racconta un po’ di lei, dei suoi studi (poi brillantemente conclusi), della sua vita di studentessa pendolare. Sara intanto è impegnata in camera sua con le lezioni scolastiche.

Appena terminata, io e Ludovica entriamo, salutiamo Sara e ci sediamo accanto a lei. Accenno a Ludovica che è proprio lei l’autrice del libro che le ho regalato e che le è piaciuto così tanto.

Sara e Ludovica si sorridono, si scambiano qualche parola, in fondo per loro è più che naturale, hanno la stessa età. Io le dico che il suo libro è “trasversale”, che piace agli adolescenti come Ludovica perché vi si immedesimano, ma anche agli adulti, che riescono a cogliere in quelle pagine alcuni messaggi “universali” come l’amore, il coraggio, la resilienza, la speranza nel futuro.

Sara è dolcissima, il suo sorriso di un candore fuori da ogni tempo, il corpo esile che stride con l’energia interiore che le scoppia dentro e che le si legge negli occhi.

Dopo aver scritto una dedica personale a Ludovica, che le porge il libro emozionata, restiamo ancora un po’ a chiacchierare. Quella dedica è preziosa, e mia sorella lo sa bene. E’ il segno di un’amicizia, di una condivisione, di un modo comune di guardare al futuro.

Quando scendiamo, dopo aver salutato anche la mamma e il papà di Sara, io e Ludovica avevamo entrambe gli occhi lucidi ed una grande emozione nel cuore.

Grazie per avermi portata qui, questa giornata non la dimenticherò”, dice Ludovica. Invece io non dimentico gli occhi di Sara, così vivaci, così curiosi, pieni di vita e di slancio. Mi sono rimasti impressi nella mente e nel cuore. Come le sue pagine, così intense da riuscire a trasmettere un’incredibile forza a chiunque le legga.

Chiunque conosce Sara, e più ancora chi riesce ad entrare nel suo cuore, è una persona fortunata. Io mi reputo tale, per questo ho voluto raccontare questo episodio, per ribadire quanto questa ragazzina sia speciale e unica: una perla rara e preziosa che appartiene alla nostra comunità e di cui dobbiamo essere fieri.

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Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

Autore dell'articolo: Cristiana Lenoci

Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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