Pari Opportunità e mondo Forense: ne parliamo con l’avv. Stella Vigliotti

Una donna impegnata in ambito forense che sceglie di sostenere altre donne: Stella Vigliotti, avvocatessa cerignolana, membro del Comitato Pari Opportunità istituito dall’Ordine degli Avvocati di Foggia nel luglio del 2015, ci parla delle azioni concrete promosse in provincia di Foggia per promuovere l’uguaglianza sostanziale tra uomini e donne nello svolgimento della professione forense e rimuovere i comportamenti discriminanti di genere.  Una chiacchierata interessante che vi proponiamo per saperne di più e approfondire un argomento sempre attuale.

R: I media riportano spesso notizie poco confortanti provenienti dall’ambiente forense italiano, dove ancora oggi le donne con figli piccoli sono fortemente penalizzate nello svolgimento della professione. Cosa ne pensi al riguardo, e cosa ha fatto in proposito il Comitato Pari Opportunità dell’Ordine degli Avvocati di Foggia, di cui sei un’attiva componente?

SV: Penso che le giuriste, rispetto alle altre donne, abbiano il vantaggio di operare nell’ambito della Giustizia, e quindi sono in grado di conoscere le leggi e manovrare gli strumenti giudiziari esistenti a proprio vantaggio. Anche se finora tutto ciò, insieme alle innate caratteristiche che le contraddistinguono rispetto agli uomini, non è stato sufficiente ad abbattere il pesante muro delle discriminazioni nell’ambiente di lavoro. Molto però, da quattro anni a questa parte, è stato fatto grazie al CPO (Comitato Pari Opportunità) di cui mi onoro di far parte insieme ad altri colleghi.

Tale comitato, istituito il 17 Luglio del 2015 in seno al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Foggia, ha il compito di promuovere e rendere effettive le politiche di pari opportunità nell’accesso, formazione e qualificazione professionale; prevenire, contrastare e rimuovere i comportamenti discriminanti o di altro tipo che ostacolino l’uguaglianza sostanziale tra i sessi in ambito forense, seguendo i principi dettati stabiliti dalla legge 247/2012. Si tratta di un “lavoro di squadra” egregiamente coordinato dalla Presidente Avv. Ida Anna di Masso. Il bilancio del Comitato dopo 4 anni di attività è sicuramente positivo: posso affermare senza alcun dubbio che tanto è stato fatto in attuazione del compito e delle funzioni previste dalla normativa in materia di pari opportunità.

R: Quali azioni si stanno adottando in concreto per superare la disparità tra i sessi in ambito professionale? E qual è, nello specifico, la situazione del Tribunale di Foggia e provincia?

SV: Nei primi mesi della sua costituzione il Comitato ha creato, all’interno del sito web dell’Ordine degli Avvocati di Foggia, un’apposita sezione, fruibile da chiunque, anche da chi non svolge la professione di avvocato, nel quale vengono inseriti eventi organizzati e i vari progetti. Il CPO di Foggia ha inoltre istituito “l’elenco dei sostituti di udienza”, per le colleghe e i colleghi che si trovano in momentanea difficoltà per motivi legati alla gravidanza, maternità, cura dei bambini e/o anziani, infortunio, familiari con disabilità medio/gravi e assolute. Inoltre ha istituito lo “Sportello informativo e di ascolto” in materia di pari opportunità e tutela antidiscriminatoria, rivolto esclusivamente agli iscritti all’Albo e al registro dei praticanti.

Costante e intensa l’attività svolta dal Comitato nell’ambito della formazione, attraverso l’organizzazione di eventi su temi attuali e di particolare interesse per la classe forense. Tra gli eventi ricordo con particolare piacere il Seminario Regionale di Alta Formazione per avvocate/i in materia di discriminazione di genere promosso e organizzato dall’allora Consigliera di parità, Serenella Molendini. Altro evento che ha ottenuto parecchio riscontro è stato il corso sulla “Tutela delle donne e dei minori vittime di violenza”, organizzato in collaborazione con l’Università degli Studi di Foggia (dipartimento di Giurisprudenza).

Altra iniziativa del Comitato che ha ottenuto un notevole impatto e riscontro, e di cui si è anche parlato presso l’Assise Forense, è il “Disamorex”. Si tratta di un farmaco contro la violenza di genere, nato da un’idea all’interno di “Donne in Rete”, e della cui realizzazione il Comitato Pari Opportunità di Foggia è copartner. Ha il formato e le sembianze di una medicina, ed è un vero e proprio capolavoro di creatività, che offre spunti di riflessione per tutte quelle donne a rischio di violenza, che stanno vivendo una relazione “malata” o avvertono un senso di disagio nella vita di coppia.

La Stanza dell’Allattamento è un’altra iniziativa che ha ottenuto riscontro assai favorevole negli ambienti forensi e non solo. Realizzata e inaugurata il 25 Giugno scorso, questa stanza è uno spazio ricavato all’interno del Tribunale di Foggia adatto a soddisfare le esigenze dei bambini piccoli e dei genitori che, a vario titolo, accedono alle aule giudiziarie. Tale stanza potrà servire anche ad intrattenere, sotto la vigilanza di adulti accompagnatori, i bambini in tenera età affinchè non siano costretti a frequentare gli ambienti giudiziari. Moltissime neomamme avvocato, soprattutto quelle non residenti a Foggia, hanno la possibilità di avere, all’interno del luogo in cui svolgono la professione, uno spazio per allattare e cambiare i propri piccoli, cosa che fino ad ora non era prevista e avveniva senza il rispetto di privacy e confort.

R: Parlaci della tua attività di avvocato, ed in particolare delle difficoltà che hai incontrato.

SV: Quella di ciascuna avvocata rappresenta una bellissima favola professionale. Io non ho mai avuto dubbi, sin da piccola avevo le idee chiare, sognavo di fare l’avvocato ed ammiravo quelle donne avvocato in tailleur che guardavo nelle serie televisive. Tra mille difficoltà ed un mare di sacrifici, ho conseguito la laurea in Giurisprudenza con il massimo dei voti e la lode. Il giorno dopo la seduta di laurea ero già in giro per studi legali a cercare un “dominus” che mi facesse svolgere attività di praticantato. Una settimana dopo il mio “dominus” mi ha portato in Corte d’Assise, per assistere alla discussione di un processo per omicidio preterintenzionale. Siamo usciti dal Tribunale verso le 20.30, dopo la lettura della sentenza. Giorno dopo giorno mi innamoravo sempre più di questa professione.

In questi ventisei anni di professione, la mia esperienza, come quella di tutte le donne che indossano una toga, è stata caratterizzata da tanti piccoli successi ottenuti dopo faticose battaglie contro ostacoli e pregiudizi. Anche questa esperienza nel Comitato, e il mio modesto contributo a questa “squadra” di professionisti entusiasti e competenti, sono serviti a dare un maggiore riconoscimento alla mia individualità. Non nascondo che le delusioni cocenti, le rinunce e il tempo sottratto ai miei figli hanno inciso inevitabilmente sul mio essere donna, ma nonostante la crisi che oggi attanaglia anche questa nobile professione, anche nei momenti più bui, io mi ripeto sempre che se dovessi decidere nuovamente “cosa fare da grande” io sceglierei di fare solo ed esclusivamente quello che ho fatto sino ad oggi.

 

 

 

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Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

Autore dell'articolo: Cristiana Lenoci

Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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