Mediazione Scolastica per risolvere i conflitti in classe: il saggio di Domenico Lenoci più attuale che mai

I conflitti che avvengono tra le mura degli istituti scolastici sono di vario tipo, e spesso coinvolgono più operatori: dirigenti, docenti, alunni, genitori. Non sempre i contrasti sono facilmente appianabili, soprattutto quando si parte da punti di vista e prospettive diametralmente diverse. Oggi il Pianeta Scuola vive un momento particolarmente complicato, e i conflitti sono all’ordine del giorno sui temi più disparati.

Come docente da poco in pensione, Domenico Lenoci, avvocato e mediatore civile di Cerignola, ha voluto scrivere un saggio offrendo lo spunto per l’applicazione in ambito scolastico di uno strumento moderno ed efficace: la mediazione.

Il libro, intitolato “Il conflitto in classe. Attualità della mediazione scolastica” e pubblicato da Primiceri Editore di Padova, è ricco di spunti interessanti e pratici.

Il saggio vuole raggiungere i lettori che vogliono scoprire la mediazione e, in particolare, la mediazione nel Pianeta scuola, dove oggi il conflitto si sente maggiormente. Dunque il lettore da raggiungere è l’operatore scolastico che voglia capire i contorni di questo nuovo strumento conciliativo per cercare di risolvere in maniera non afflittiva le contrapposizioni che si verificano nella realtà scolastica”, spiega l’autore, che abbiamo raggiunto per avere qualche ragguaglio in più sul suo saggio che esplora la realtà scolastica nei suoi aspetti più problematici e complessi.

R: Da dove nasce l’idea di scrivere un saggio su questo argomento?

DL: Il saggio nasce dai miei studi sulla mediazione civile e commerciale e sugli strumenti extra processuali per risolvere le controversie tra privati senza ricorrere all’autorità giudiziale statale. Infatti, ho scritto un saggio sull’arbitrato, uno sulla mediazione civile e commerciale, introdotta dal d.lgs.28/2010, e uno sulla mediazione nei paesi orientali. Nasce, quindi, dalla mia esperienza ormai trentennale, di docente di diritto presso l’Itet Alighieri di Cerignola, congiunta a quella di mediatore professionale civile e commerciale e di studioso di sistemi alternativi di composizione dei conflitti. La mediazione, quale strumento di composizione amichevole di un conflitto, viene da me vista nell’esperienza scolastica vissuta quotidianamente nelle aule scolastiche, dove ho vissuto la difficoltà di formare ed insegnare gli alunni di tre/quattro generazioni fa e gli alunni di oggi e la difficoltà attuale nel gestire i rapporti con le famiglie e con gli altri operatori scolastici.

R: Un ambito particolare in cui la mediazione scolastica può essere d’aiuto è la risoluzione di casi di bullismo?

DL: La mediazione scolastica deve tener presente la peculiarità del fenomeno bullismo che si sostanzia non solo in manifestazioni di dispetto e scherno fra coetanei, ma anche in vere e proprie manifestazioni di violenza e prevaricazione. Sono fermamente convinto che la punizione afflittiva non sempre è utile per comporre un conflitto tra alunni, tra alunni e docenti e via dicendo; non è utile quando vi è un terreno fertile per coltivare la cultura della comunicazione e del colloquio tra i ragazzi, altrimenti è necessaria una punizione pur formativa (nei casi gravi bisogna sospendere o allontanare l’autore del fatto). Nella scuola di oggi, dove la conflittualità sfocia anche nella violenza fisica, bisogna investire nella cultura del dialogo e della comunicazione, anche con corsi di formazione per docenti o coinvolgendo esperti del settore per consulenze o per attività all’interno della scuola.

R: La mediazione scolastica si rivela efficace anche in questo periodo così particolare caratterizzato dall’emergenza sanitaria per il Covid-19?

DL: Ulteriore importanza e peculiarità assume la mediazione all’interno dell’istituzione scolastica proprio in questo periodo storico nel quale la scuola riapre le porte a milioni di studenti con le regole di contenimento del virus. La conflittualità sicuramente potrebbe avere un incremento, dato che le regole sono piuttosto incerte e le linee guida confuse e in continuo aggiornamento. Le famiglie e gli operatori scolastici potrebbero subire diversi conflitti se solo pensiamo ai contagi che potrebbero avvenire in classe o a scuola.

In questi casi un mediatore esperto, insieme al referente Covid nominato dalla scuola sarebbe utile per comporre gli eventuali conflitti senza ricorrere ad autorità esterne all’ambito scolastico. Su questo tema pubblicherò a breve alcuni contenuti che faranno seguito al mio saggio pubblicato nel 2018, sull’attualità della mediazione scolastica.

In attesa di ricevere ulteriori novità su questo interessante argomento, ricordiamo che il libro è in vendita su Amazon e anche presso gli stand della Fiera del Libro di Cerignola nei giorni 25-26-27 Settembre 2020 al Roma Teatro Cinema E.

Condividi per favore sui tuoi social preferiti

Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

Autore dell'articolo: Cristiana Lenoci

Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

Lascia un commento