Marcello Bufo: ho percorso a nuoto lo Stretto di Messina, attraverso lo sport supero limiti e paure

L’estate non è solo tempo di vacanze: per alcuni, come il giovane cerignolano Marcello Bufo, è anche un momento per mettersi alla prova e realizzare un’impresa sportiva personale. E così, dopo alcuni mesi di preparazione e allenamento, Marcello pochi giorni fa ha attraversato a nuoto lo Stretto di Messina, in Sicilia. Lo abbiamo contattato per farci raccontare qualcosa in più circa questa esperienza di sport e di vita.

R: Ciao Marcello, da dove nasce la tua passione per lo sport, ed in particolare quella per il nuoto?

MB: Ho sempre amato lo sport e il suo messaggio più forte cioè quello di provare sempre a migliorarsi pur riconoscendo i propri limiti. Sin da bambino poi ho amato il nuoto anche perché in acqua mi sento leggero e il senso di leggerezza che provo mi aiuta a riflettere. La passione per questo sport mi ha portato ad acquisire i brevetti di istruttore e assistente bagnanti FIN, oltre ad una laurea Magistrale in Management dello Sport e delle Imprese Sportive.

R: Quando hai maturato l’idea di cimentarti nell’impresa di attraversare lo Stretto di Messina a nuoto?

MB: L’idea di fare ogni anno qualcosa di diverso, di sportivo in senso lato, è maturata l’anno scorso quando ho percorso gli ultimi 120 km del Cammino di Santiago in solitaria. Dopo questa esperienza ho deciso che ogni anno devo tentare qualcosa di particolare che mi dia le stesse emozioni provate a Santiago. Il provare a superarsi sempre nonostante le difficoltà! A settembre scorso ho ripreso a nuotare per rimettermi in forma partendo dai 1500m in vasca corta fatti in 52 minuti, ma senza pensare alla traversata dello stretto di Messina.

Dopo qualche mese sono riuscito ad abbassare il mio tempo sui 1500 m fino a 30 minuti, allora ho pensato di fare qualcosa di importante, almeno per me. A gennaio mi sono iscritto alla traversata dello stretto che si sarebbe svolta il 24 agosto (ultimo posto disponibile). A febbraio, per migliorare la qualità dei miei allenamenti, mi sono tesserato ad una società di triathlon, INSPORT di Cassano d’Adda, affiliata con il CIP. Ho partecipato al miglio Marino della città di Milano all’Idroscalo. Poi ho partecipato al miglio Marino nella gara del lago di Garda a Sirmione (“swim the island”). Per non esagerare nel nuoto ho partecipato alla “bike night” una biciclettata di circa 100 km dal duomo di Milano, partenza a mezzanotte, ad Arona sul lago Maggiore.

Successivamente ho preso parte alla “Milano City Marathon” in staffetta con altri amici. Infine, come ultimo “allenamento” prima dello “stretto”, ho partecipato alla gara di nuoto in acque libere il “Miglio Viestano”. Infine il 23 agosto sono arrivato a Messina per il “briefing” della gara del giorno dopo. Siamo partiti alle 8 del mattino del 24 da Torre Faro, sfruttando la marea, per proseguire per circa 3550 m dello stretto ed arrivare a Cannitiello vicino Scilla, sull’estrema punta meridionale della Calabria, dopo 62 minuti circa.

La tensione dell’ultimo mese si è fatta sentire, ma non perchè pensassi di non farcela quanto per la cadenza sostenuta degli allenamenti, il dolore alla spalla destra che mi affligge da un paio d’anni, ma tutto si è dissolto d’incanto una volta iniziato a nuotare. La tensione, l’ansia è normale che ci sia, ma deve essere la spinta ad affrontare le cose, le sfide che la vita ci impone. Sono stato molto felice che sulla barca che faceva da riferimento mi accompagnavano i miei parenti che hanno voluto essere i primi spettatori della mia sfida.

R: C’è qualcuno in particolare a cui dedichi questa impresa sportiva?

MB: Voglio dedicare questa impresa ad un mio alunno di 13 anni che ha molto recentemente perso il papà per ricordargli che tutte le avversità della vita vanno affrontate come una sfida e possono essere superate con tenacia e forza d’animo. Ringrazio per tutto quanto il coach Andrea Bondanini che mi ha supportato ed incitato nell’intenso allenamento di questi mesi passati, Gianluca Russo, mio primo istruttore di nuoto che mi ha trasmesso la sua passione per lo sport e per il nuoto in particolare, e che hanno reso possibile una impresa che non mi sarei mai sognato di poter affrontare e superare.

R: C’è un messaggio che vuoi lanciare attraverso questa esperienza sportiva che hai appena vissuto?

MB: Non mi sono mai posto dei limiti nelle esperienze da fare e non lo farò ora, nonostante i miei problemi fisici. Ora proverò a pensare a qualche altra sfida, sicuramente la prima gara di triathlon e una mezza maratona, poi si vedrà… I limiti non esistono, o meglio esistono soltanto nella nostra mente.

Complimenti Marcello, ad maiora!

 

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Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

Autore dell'articolo: Cristiana Lenoci

Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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