Lo sfogo di Gianfranco: “Le difficoltà di essere un disabile a Cerignola”

Passeggiare per le vie del centro, fare compere in un negozio, fermarsi a chiacchierare con amici o prendere un aperitivo al bar. Sono tutti gesti che noi tutti compiamo quotidianamente, e che sembrano a volte anche banali e scontati. Eppure, dovremmo anche solo per un attimo fermarci a pensare a quelle persone per le quali fare tutto questo è un’impresa ardua, per non dire eroica.

Con il mio amico Gianfranco C., disabile in carrozzina da circa dieci anni, ho provato a passeggiare per le strade di Cerignola. L’esperienza fatta mi ha spinto a scrivere questo articolo/denuncia sulla situazione dei disabili come lui nella nostra città (e sicuramente non solo qui, purtroppo).

Il nostro giretto parte da Piazza Duomo. Gianfranco percorre ogni giorno questo tratto di strada per raggiungere di solito Viale Roosevelt (Strada Larga), dove fa la spesa e incontra degli amici con i quali condivide qualche ora della sera.

La sua è una vera e propria gimcana tra motorini, biciclette elettriche e automobili. Io, che gli cammino accanto, sono costretta a lasciarlo per procedere più avanti o indietreggiare per farli strada con più sicurezza.

I saliscendi per i disabili in carrozzina previsti sui marciapiedi sono quasi sempre occupati dai veicoli in sosta. “E’ una prassi ormai. E dopo i primi tempi in cui mi arrabbiavo e cercavo il responsabile per rimproverarlo, mi sono arreso”, dice Gianfranco.

Anche le attività commerciali nuove, pur dovendo ottemperare per legge all’obbligo di eliminare le barriere architettoniche, in realtà non lo fanno, mettendo noi disabili in carrozzina (elettrica o a rotelle) nelle condizioni di non poter accedere all’interno del punto vendita”, prosegue Gianfranco.

Per fare un esempio pratico, qualche giorno ha visto in vetrina un paio di scarpe ma, trovandosi da solo, non è potuto entrare nel negozio, in quanto sprovvisto di qualsivoglia saliscendi o rampa per consentire accesso ai disabili.

Oltre alle difficoltà di tipo pratico che Gianfranco è costretto ad affrontare ogni giorno, vi è anche un altro aspetto altrettanto importante: la mancanza di sensibilità e civiltà verso la categoria dei disabili.

Succede spesso che, quando vado dal medico per una visita, non mi venga data la precedenza ad entrare. Certo, io non la pretendo. Ma a pensarci bene si tratterebbe di un gesto normale e scontato in una società civile e rispettosa delle esigenze altrui”, afferma Gianfranco.

Il suo però- e ci tiene a precisarlo- non è uno sfogo contro Cerignola e i suoi abitanti, ma soltanto l’amara constatazione basata sulla realtà che lui è costretto a vivere ogni giorno e che accomuna tutti i disabili nelle sue medesime condizioni.

Una persona con handicap non può vivere una vita normale non perché non lo desideri, ma perché non gli viene concesso. Anche noi disabili abbiamo il diritto di sentirci parte di una società che sia Civile a tutti gli effetti”, conclude Gianfranco, con un pizzico di (legittimo) rammarico.

La sua affermazione dovrebbe indurci tutti a qualche riflessione, soprattutto su quanto ciascuno di noi, nel suo piccolo, è disposto a fare per aumentare il livello di civiltà nel nostro paese. Intanto grazie Gianfranco per questa testimonianza di vita.

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Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

Autore dell'articolo: Cristiana Lenoci

Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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