La verità su Internet e la privacy: inquietanti le parole di Edward Snowden intervistato da Roberto Saviano

Immaginate di aprire il vostro pc e trovare sul desk un documento (non redatto da voi) che contiene tutti i dati riguardanti la vostra vita, messi in ordine cronologico (il giorno del diploma, le foto scattate mentre tifate la squadra del cuore allo stadio, le immagini di una sbronza colossale tra vecchi amici, gli audio mandati tramite WhatsApp, e altro ancora). Il documento potrebbe altresì contenere tutti i porno che avete visto, le chiacchierate telefoniche un po’ “hot”, i selfie scattati da nudi, le foto del compleanno di vostro figlio che compie un anno”.

Questo documento, per quanto inverosimile e inquietante possa sembrare, esiste davvero. E chi ne fornito la prova tramite documentazione ed esperienza diretta è lui, Edward Snowden, un intellettuale che da sei anni vive in esilio. Da quando, nel 2013, ha rivelato senza lacuna remora ciò che accadeva, e gli Stati Uniti gli hanno revocato il passaporto denunciandolo per aver svelato i programmi della NSA.

Voi potreste pensare: “Non sono un personaggio pubblico, non ho mai fatto nulla di male, né compiuto reati”. Certo è vero, molto spesso non si è commesso nulla di illegale o immorale, ma è bastato spiarvi nella vostra normale vita di tutti i giorni per rendervi dei “mostri”.

Quindi, anche se nel vostro “documento personale” non figurano reati o gesti immorali di cui vergognarvi, di certo sarebbero in grado di compromettere la vostra immagine pubblica se finissero nelle mani di qualche “giornalista” pagato per questo  di qualche “tribunale” pronto a rovinarvi la vita.

Il libro di Snowden e le verità nascoste

Nel suo libro intitolato “Errore di Sistema” Edward Snowden racconta cosa lo ha spinto a scegliere di raccontare la più grande violazione di massa della privacy mai accaduta in una democrazia.

So bene quale luogo tossico e insano sia diventato oggi il Web– spiega Snowden- ma dovete capire che, per me, quando ci sono entrato in contatto la prima volta, Internet era come un amico, un genitore. Oggi invece è in atto un subdolo e potente capitalismo di sorveglianza, e l’epoca dei Internet per come lo conoscevo io è tramontata definitivamente”.

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Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

Autore dell'articolo: Cristiana Lenoci

Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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