INFORMAZIONI CREDITIZIE , UN MONDO SCONOSCIUTO

di Maria Poggio

 

A tutti noi sarà capitato, in prima persona, o per interposta, di sentire che un
finanziamento anche minimo ti viene negato in quanto risulta qualche
segnalazione che ne impedisce l’erogazione .
E a tutti sarà ugualmente capitato di restare inibito di fronte a un tale rifiuto
che, spesso e volentieri, non viene compreso in tutti i suo dettagli.
Ma come ho chiesto un finanziamento e l’ho pagato, sono in regola con le
rate di mutuo, nessuno mi ha chiesto soldi per arretrati o altro ecc. ecc.
Ebbene, non tutto è così semplice,nel mondo creditizio in cui ci troviamo a
vivere e nei suoi grovigli di norme,più o meno chiare, per le persone
comuni come noi siamo.
Dovete sapere che in Italia abbiamo un sistema informativo creditizio
sostanzialmente di 2 tipi : il primo, comunemente conosciuto come C.R.

(centrale rischi) è gestito direttamente dalla Banca D’Italia ed è obbligatorio
per tutti gli operatori dei circuiti bancari e finanziari .
Al di sopra dei 30.000 euro, quindi, gli Istituti di credito e le finanziarie
DEVONO segnalare in banca i dati il rapporto in essere e, in caso di
sofferenze, anche al di sotto del limite di cui sopra. Trattasi di una sorta di
specchio dell’andamento del credito di una persona fisica o giuridica.
Per contro, esistono poi altre banche dati privatistiche fra cui la più famosa è
quella conosciuta con il nome di CRIF, gestita da EURISC, dove invece le
segnalazioni sono di tipo facoltativo e di solito vengono effettuate, al fine di
dare evidenza a tutte le posizioni bancarie e non, dei soggetti coinvolti.
Quindi, il sistema CRIF è di tipo facoltativo e non si è obbligati ad
effettuare segnalazioni,la sua “comodità” è di tipo conoscitivo ,in bene e in
male, dell’andamento del credito di un determinato soggetto. Bisogna,infatti,

ricordare, a differenza di quanto si può pensare, che il sistema di
segnalazione non riguarda solo le posizioni negative o di sofferenza, ma
anche quelle positive. Ci si potrebbe chiedere che utilità può avere la
segnalazione positiva, e la risposta è molto semplice: la verifica di un
andamento positivo del credito di un determinato soggetto lo può rendere
più finanziabile, aumentando la sua affidabilità bancaria.
Come finiamo in queste Banche dati? Quando stipuliamo un mutuo o
finanziamento o altra posizione similare veniamo invitati a firmare il
consenso al trattamento dei dati personali e questo comporta che tutte le
segnalazioni, positive o negative, vengano censiti. Cosa succede se non
firmiamo tale documentazione? L’unica cosa che cambia nella gestione dei
dati è che non potranno venire segnalati i dati positivi, mentre, quelli
negativi, verranno inseriti a prescindere.
Tale consenso al trattamento dati può essere sempre revocato,una volta
dato ma, come detto, non ci evita di venire censiti per andamenti negativi
dei nostri rapporti bancari e non. Come si accede alle nostre informazioni
creditizie: per le CR la richiesta viene effettuata presso qualunque sede
della Banca D’Italia e anche sul sito della predetta allegando i nostri
documenti d’identità personali o delegando un professionista o anche un
terzo a richiederle. Per le CRIF la richiesta viene effettuata presso la sede
della Società, con raccomandata, mail o fax ed è possibile anche la richiesta
on line sempre allegando i propri documenti personali o su delega apposita.

Pochi sanno che entrambi i servizi di richiesta di accesso alle Banche dati
sono gratuiti e che è un diritto del consumatore avere i riscontri . Noterete
che in caso di richiesta di accesso alla CRIF vi viene allegato ,insieme alla
risposta, un bollettino di conto corrente postale con una somma che,
tuttavia, non è OBBLIGATORIO versare, trattandosi, come detto di un
servizio gratuito.
Veniamo adesso ai tempi di permanenza delle segnalazioni in CRIF:
In primo luogo il ritardo o mancato pagamento di un sola rata , non
dovrebbe essere segnalato .
Dalle due rate in su le cose cambiano.
Dopo due rate non pagate bisognerà attendere un anno per la cancellazione
da quando i pagamenti sono regolari.
Dalle tre rate i tempi saranno di 24 mesi .
Sono 36 i mesi in caso di posizioni non adempiute a decorrere
dall’estinzione naturale del rapporto.
Esistono poi segnalazioni che riguardano le richieste di finanziamento o
mutui che potranno permanere per 6 mesi,mentre le domande rifiutate o
rinunciate potranno permanere per non più di un mese,sempre dalla
comunicazione del rigetto o rinuncia.
Come si procede in caso di errate comunicazioni in banche dati?

La richiesta di rettifica andrà fatta o al gestore della Banca dati o,meglio,
direttamente all’Ente segnalatore anche perché il gestore dei dati dovrà
sempre far riferimento a chi ha effettuato la segnalazione.
In caso non si ottemperi alla richiesta di rettifica per errata o incompleta
segnalazione sarà possibile il ricorso al garante della privacy che potrà
ordinare le rettifiche o cancellazioni in caso di inottemperanza.
Molto spesso si sente parlare anche di oscuramento dei dati in attesa che le
informazioni in contestazione vengano aggiornate o confermate. In realtà il
termine è improprio. Quando all’Ente segnalatore viene richiesto
l’aggiornamento di una segnalazione ritenuta errata, questo ha 15 giorni di
tempo per riscontrare la richiesta, se ciò non dovesse avvenire il gestore
della Banca dati ha l’obbligo di oscurare la segnalazione ,e ciò al fine di non
pregiudicare il diritto del consumatore.
Cosa succede se si verificano errori nelle segnalazioni o il mancato rispetto
dei tempi di permanenza? Trattandosi di un comportamento doloso o
gravemente colposo da parte dell’ente segnalatore e del gestore a seconda
di errori nel contenuto o nei tempi di permanenza,ci sarà una responsabilità
extracontrattuale a loro carico ex. art. 2043 c.c. con obbligo al risarcimento
dei danni patiti dal consumatore,.
In conclusione,bisogna prestare molta attenzione alle posizioni di tipo
finanziario che ci riguardano e conoscere i termini di permanenza delle
segnalazioni , ad esempio nel caso di un saldo e stralcio, trattato
diversamente da un’estinzione tombale. Quando si tratta con una Banca o
una finanziaria bisogna farsi rilasciare dichiarazioni idonee a garantirci la
miglior segnalazione possibile o sua cancellazione, ai fini del successivo
accesso al credito.
Un ultima considerazione riguarda la differente gestione dei dati da parte di
C.R. e CRIF.
Come abbiamo visto in Crif vengono segnalati ritardi o mancati pagamenti .
La CR per contro recepisce tutti gli andamenti di un rapporto bancario in
corso ma, ad esempio, non basta il mancato pagamento di due o più rate di
un mutuo, per passare la posizione a sofferenza.

L’intermediario ha l’ obbligo e dovere di fare una valutazione complessiva della
situazione prima di inoltrare alla Banca d’Italia / CR la segnalazione più
appropriata, rispondendo dei danni in caso di errate segnalazioni .
I dati in CR inoltre possono permanere non più di 36 mesi dall’estinzione
del rapporto e questo per spiegare come lo storico di un soggetto non possa
mai andare più indietro di tale termine.
Poi è risaputo che proprio così non funziona ,e talvolta ci troviamo a dei
dinieghi su affidamenti o altro del tutto inspiegabili ,se non fosse che i dati
inseriti molto spesso rimangono visibili e accessibili ben oltre i tempi
indicati.
Attualmente è in aumento il contenzioso su errate o incomplete segnalazioni,

vista l’ estrema difficoltà all’accesso al credito,dovuta al proliferare di dati
sensibili acquisiti e alla non corretta e tempestiva gestione degli stessi .

 

 

 

 

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Autore dell'articolo: Cerignolaonline.it

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