Il culto di San Pietro a Cerignola: leggenda e tradizioni

Domani, 29 Giugno, ricorre la festività dei Santi Apostoli Pietro e Paolo. Gli abitanti di Cerignola sono molto devoti a San Pietro, il Principe degli Apostoli, al punto che gli è stata dedicata l’intitolazione della Cattedrale. Il culto nei confronti di San Pietro, ufficializzato come Santo Protettore del centro ofantino a partire dal 1791, ha origini nel passato, nello specifico ad una leggenda che risale agli inizi del XVI° secolo.

Si narra che nel 1503 il Generale Francese si trovò a Cerignola e voleva impossessarsi dell’oro e argento presenti in città. Decise allora di entrare nelle chiese e trafugarle di tutto ciò che avevano di prezioso all’interno. Tra le altre cose e oggetti, il Generale pensò di portarsi via anche la statua d’argento che raffigurava San Pietro, Protettore dei Cerignolani.

Ordinò quindi alle sue guardie di portargli la statua affinchè potesse pesarla per capirne il valore. Proprio mentre stava effettuando tale operazione con l’ausilio di una bilancia, la statua raffigurante San Pietro diventò così scura da terrorizzare sia il Generale che le sue guardie.

Questi, molto arrabbiato, sfoderò la spada e colpì la statua di San Pietro alla schiena. Poi, rivoltosi ai soldati, esclamò: “Portate via questo mostro!”.

Secondo la leggenda popolare, era stato proprio Dio a non permettere che la statua fosse portata via da Cerignola.

Fino al 1974 la festa in onore di San Pietro era solenne e partecipata, e veniva organizzata una processione che dalla Cattedrale attraversava l’intera cittadina. Per i contadini la festa di San Pietro era importante perché coincideva con la fine della trebbiatura del grano.

Oggi la festività di San Pietro viene seguita con meno partecipazione dai cittadini di Cerignola, e non vi è più la processione solenne per le vie della città. Piuttosto, il Vescovo in Cattedrale celebra ogni anno una messa solenne in onore del Santo ed Apostolo.

Il busto in argento di San Pietro custodito nella Cattedrale del Duomo fu rubato nella notte fra il 13 e il 14 Novembre 1980, quando la Chiesa si trovava chiusa per interventi a causa del forte terremoto che aveva colpito parte del Sud Italia.

Anticamente nella giornata di San Pietro si usava mangiare la “cupeit” (copeta), una specie di torrone a base di mandorle e miele.

Ancora oggi molte persone accorrono in piazza Duomo per acquistare questo dolce tipico presso le bancarelle di dolciumi allestite per l’occasione.

 

 

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Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

Autore dell'articolo: Cristiana Lenoci

Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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