Giuseppe Bonavita, cerignolano promessa della corsa: “Lo sport è come una droga”

Compirà 22 anni il prossimo 15 Dicembre, Giuseppe Bonavita di Cerignola. Eppure di maturità ne ha da vendere, questo giovanissimo sportivo che ha cominciato a praticare la corsa da quando aveva 14 anni. La sua prima gara è stata la “StraDonbosco” cittadina organizzata dalla Parrocchia “Cristo Re”. Da allora Giuseppe ne ha fatta di strada, collezionando vittorie e riconoscimenti sportivi sia regionali che non.

Tesserato fino al 2018 con l’Atletica Acquaviva, con cui ha partecipato a diversi campionati (5° posto under 23 a livello nazionale ai campionati italiani svoltisi ad Agropoli nel 2017, sulla distanza di 21 chilometri; nel 2016 vince il titolo di Campione regionale di corsa campestre, ricevendo la convocazione per una rappresentativa regionale da parte della Federazione Italiana di Atletica Leggera).

Giuseppe si piazza benissimo nelle gare regionali e non (sempre tra il secondo e terzo posto) e vince altre competizioni in provincia di Foggia: a Cagnano Varano, Stornarella, Trinitapoli, Cerignola.

Da quest’anno invece, è tesserato con la “Runnersdi Cerignola, che lo supporta in tutto, con la guida dell’allenatore Savino Nanula, di Trinitapoli. “Insieme a me si allena suo figlio, siamo compagni di allenamento”, precisa.

Di recente, il 25 Aprile scorso, questo sportivo cerignolano ha ottenuto un altro riconoscimento sportivo: campione regionale under 23 e quinto posto assoluto nei 1000 metri in pista (25 giri, ossia 10 chilometri), durante una gara che si è tenuta a Locorotondo (Ba). E’ stato davvero un piacere intervistarlo, soprattutto perché ci fa ben sperare in una nuova generazione di sportivi determinati e “vincenti”.

R: Ogni gara è preceduta da un periodo di intenso allenamento. Come riesci a mantenere la concentrazione in vista di una gara importante? Quali sono le difficoltà che devi affrontare, visto che sei così giovane?

G: Con il passare degli anni ho acquisito una certa esperienza nel gestire gli allenamenti, anche se non è sempre facile (soprattutto per me che sono uno studente universitario pendolare). Altra difficoltà non da poco è il non avere una pista di atletica qui a Cerignola. Prima c’era, ma poi è stata distrutta per costruire pali della luce e tribune dello stadio per l’Audace Cerignola. Sarebbe bello se un giorno la ricostruissero per dare spazio ad altri sport e contribuire ad una maggiore crescita dello sport giovanile cerignolano. Non essendoci una pista di atletica a Cerignola io mi alleno a Foggia oppure a Trinitapoli. Qui a Cerignola vado ad allenarmi sulla Strada di San Marco (il circuito) , ma devo dire che non sempre è agevole per via delle macchine e dei motorini che sfrecciano, senza capire che non bisogna disturbare o mettere in pericolo chi sta praticando sport.

R: Attualmente sei uno studente universitario: hai un sogno nel cassetto che vorresti realizzare?

G: Sono iscritto al terzo anno della facoltà di “Scienze delle Attività Motorie e Sportive”di Foggia, e sono anche un Tecnico FIDAL (Federazione Italiana Atletica leggera) della società Runners di Cerignola. Il mio sogno nel cassetto? Aprire una scuola di atletica leggera a Cerignola con la mia società. Purtroppo per fare questo serve una pista, e uno stadio come il Monterisi al momento è adatto soltanto per il calcio. Bisogna dire che una pista di atletica è fondamentale per ogni disciplina sportiva, non solo per gli allenamenti di atletica in sé.

R: Cerignola rispecchia un po’ una mentalità comune, che è quella di considerare alcuni sport “minori”: tu cosa ne pensi al riguardo? C’entra in qualche modo il denaro, vero?

G: Esatto, è proprio questo il problema. Girando in varie parti d’Italia per gareggiare ho notato che, se si investisse in un impianto adatto ad ospitare più discipline, potrebbero esserci maggiori introiti, usufruendo della possibilità di finanziare tali strutture attraverso bandi nazionali o regionali. Ci sono città pugliesi come Molfetta (il cui stadio è stato di recente rifatto con manto sintetico erboso, tribune e pista di atletica), e anche Trinitapoli che hanno realizzato nuove strutture usufruendo dei fondi stanziati dal CONI, che ha messo a disposizione circa un milione di euro.

R: Secondo te praticare sport potrebbe essere considerata una “valvola di sfogo” per tanti giovani che dicono di annoiarsi a Cerignola?

G: Lo sport rende più responsabili, fa crescere e allontana dalla “cattiva strada”, aiutando la realizzazione personale nella vita di tutti i giorni, affrontando con maggiore coraggio le difficoltà che si incontrano.

R: Pensi che lo sport abbia ripercussioni positive anche sullo studio? Riesci a conciliare le due cose?

G: Sì, certo. Lo sport aiuta ad organizzarsi meglio con lo studio e la preparazione degli esami. E’ scientificamente dimostrato che lo sport aiuta i bambini a crescere meglio, sia fisicamente che mentalmente. Che, tradotto nella pratica, significa meno malattie ( a cominciare da problemi alla schiena, malattie cardio vascolari, ritardi mentali).

R: Pensi di restare a Cerignola in futuro?

G: Spero di sì. Vorrei creare una bella realtà sportiva a Cerignola. Sarebbe la vittoria più grande contribuire concretamente alla crescita del proprio paese.

R: Sei sicuramente un ragazzo più maturo della tua età. Anche questo è merito dello sport? La tua famiglia ti appoggia nella scelta di praticare la corsa?

G: Grazie alla mia famiglia ho sempre fatto sport e continuerò a praticarlo. Mio fratello è arbitro di calcio in promozione, e mio padre che mi segue dappertutto è anche un istruttore di atletica. I miei più affezionati sostenitori, che mi aspettano all’arrivo di ogni gara, sono mio nonno e la mia ragazza. Ma ho anche altre persone che hanno fiducia in me e mi supportano.

R: Cosa pensi di solito prima di una gara? E qual è il tuo pensiero ricorrente dopo averne vinta una?

G: Prima di una gara penso solo a divertirmi, senza pensarci troppo. Dopo una vittoria, invece, di solito penso già al prossimo obiettivo da raggiungere, cercando però di mantenere i piedi ben saldi a terra e continuando ad essere umile, perché ci sono sempre atleti più forti e preparati da cui apprendere. La cosa fondamentale è avere rispetto per l’avversario, e capire che si impara non solo dalle vittorie, ma anche dalle sconfitte. Le gare si vincono allenandosi con costanza e sacrificio, credendoci sempre. Lo sport è come una droga: una volta provato, non se ne può fare a meno!

Come dare torto a questo giovane e promettente atleta cerignolano? Ci vorrebbero più drogati di sport, a Cerignola come altrove. Grazie a Giuseppe per la bella testimonianza di sport e di vita.

 

 

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Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

Autore dell'articolo: Cristiana Lenoci

Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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