Domenico Carbone: Cerignola e i suoi palazzi storici alla Fiera del Libro

Nella decima edizione della “Fiera del Libro”, kermesse culturale e letteraria che si svolgerà a Cerignola a Palazzo Fornari a partire da venerdì prossimo, è riservato uno spazio anche agli autori locali. Tra questi, merita particolare attenzione Domenico Carbone, cultore di storia locale, e attuale Presidente del Club per l’Unesco di Cerignola, che ha scritto un interessante volume intitolato “Cerignola, storie di palazzi, palazzi nella storia”.
Il libro di Carbone, che verrà presentato alla Fiera del Libro domenica 22 Settembre alle ore 11.30, è il risultato di un’accurata ricerca e selezione degli edifici storici appartenuti a famiglie nobili di Cerignola, dei quali l’autore con maestria ed eleganza racconta la storia.
In un periodo storico come questo, in cui si tende a denigrare il presente che si vive e a guardare il futuro con tinte fosche, un tuffo nel passato che sia “intelligente” e non meramente nostalgico è proprio quello che ci vuole. Ascoltare le storie di una Cerignola “che fu” ma che rivive begli splendidi edifici ancora esistenti sicuramente susciterà curiosità ed emozione nel pubblico.
Ecco qui di seguito l’intervista rilasciata dall’autore del libro Domenico Carbone, che ringraziamo per la disponibilità e gentilezza.
“Non sono solo gli uomini a fare la storia, ma anche il contrario”.

R: Da quanto tempo sta conducendo questa ricerca su edifici e palazzi storici cerignolani?

DC: Questo lavoro  è stato il secondo in ordine di tempo perché cominciato dopo quello sulle masserie dell’agro di Cerignola (che pure vorrei pubblicare). In effetti, masserie e palazzi mi convinsero, tre anni fa, che mancava qui da noi una pubblicazione di storia locale di tipo “orizzontale” che descrivesse cioè  l’importanza delle “strutture” sullo svolgimento degli eventi. Le strutture fisiche (agro-ospedali-chiese- conventi-orfanotrofi- banche, palazzi, ecc.) come le strutture immateriali (tradizioni- costume-usi civici- festa patronale o del 1° maggio, ad esempio) hanno inciso ed incidono ancora sul tempo presente, anzi lo condizionano fino al punto che una ricorrenza rinnova un avvenimento del passato, così perpetuandolo come fatto storico.

R: Attraverso gli edifici ha ricostruito la storie di antiche famiglie nobili del posto. Cosa ha scoperto di curioso o di emozionante durante la sua ricerca?

DC: In ogni epoca storica il passaggio dall’accampamento o dalla campagna allo spazio delimitato della “città” è stato vissuto con la esigenza di farvi convergere aspetti pratici e aspetti estetici di fabbricati, strade, piazze, il cui equilibrio veniva assicurato dalle sensibilità che man mano gli abitanti acquisivano nella società e nella cultura del tempo. Soprattutto a tale motivo, oltre che alla ostentazione della raggiunta condizione economica dei loro proprietari, risale la diversità degli stili architettonici dei manufatti edilizi recensiti nel libro “Cerignola, storie di palazzi, palazzi nella storia”, quasi generati da un suggestivo  caleidoscopio urbanistico.
La ricerca è entusiasmante perché coinvolge tutte le facoltà, mentali e fisiche, di chi indagando, esplorando, comparando fonti archivistiche, monumentali, epigrafiche fa emergere indizi, ipotesi, prospettive in ordine a determinati avvenimenti. La ricerca rimane comunque un mezzo, uno strumento, un metodo  : non è ancora storia, dato che a questa si perviene dopo valutazioni, elaborazioni di livello intellettuale, di analisi comparative e di capacità basate su competenze multidisciplinari che vanno dalla filosofia alla statistica, dall’economia alla sociologia, dall’etnografia alla psicologia per far cenno solo di alcune conoscenze che gli storici definiscono “scienze ausiliarie”.

R: Lei è un grande estimatore delle nostre tradizioni storiche locali: a cosa può servire il passato nel presente che stiamo vivendo?

DC: Aggiungerei .. futuro. E’ la questione più vecchia e più irrisolta. La storia come magistra vitae, che come vademecum ricorda fatti avvenuti per orientare il comportamento richiesto dal momento presente , è un concetto superato. La storia degli uomini è sempre diversa perché diverse sono sempre le condizioni in cui la decisione è da prendere. Eraclito diceva che entrando due volte nello stesso fiume ci si bagna in modo diverso perché l’acqua scorre (panta rei !). Così è l’acqua della storia che viene dal passato, che scorre  e che continuerà a scorrere.
Si continua invece a rappresentare il presente (e quindi il futuro) come “quella linea d’arresto che tutti i secoli , carichi di eterne tragedie, vedono davanti a sé come un ostacolo”, come la fine della storia. Ingabbiare l’uomo nella e con la funzione profetica o statistica della storia significa emarginarlo, escluderlo dal processo di cui è protagonista nel suo tempo.

R: Le nuove generazioni non conoscono la storia del luogo in cui vivono. Lei ritiene che il suo libro possa incuriosire e avvicinare anche i più giovani alla scoperta di una Cerignola antica?

DC: Il tentativo che da qualche decennio si sta verificando da noi di avvicinare i giovani alla storia della propria città partendo dall’antichità non è operazione di nostalgia, di culto del passato e nemmeno di esigenza identitaria. Si vuole – ben conoscendo le difficoltà di una tale operazione – che le nuove generazioni avendo per varie ragioni radici superficiali nel presente, nell’immanenza del quotidiano, nella cronaca,  prendano contatto con fatti, realtà, tradizioni, costume, abitudini che vengono da lontano e che ​sono da ricondurre alla “lunga durata”, vale a dire a considerare l’intera traiettoria storica, culturale, civica di cui fanno parte nel tempo che stanno vivendo.

R: Chi l’ha aiutato in questa ricerca e raccolta di foto e informazioni degli antichi palazzi?

DC: L’impostazione grafica e fotografica del libro curata da Nicola Pergola non esauriscono la passione e la qualità della sua collaborazione, in quanto le immagini dei palazzi e dei luoghi proposti sembrano fotogrammi di una pellicola, coerente nella descrizione , nella sequela e negli scopi che la pubblicazione si prefiggeva e che – spero – raggiunga.
Il grande amore per Cerignola e la passione per la storia locale di Domenico Carbone traspare anche dalla scelta, compiuta dieci anni fa, di fondare il Club Unesco a Cerignola, di cui oggi è Presidente. Un gruppo ben compatto e attivo che promuove iniziative di valore a sostegno del territorio e della città.
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Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

Autore dell'articolo: Cristiana Lenoci

Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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