Deepfake: cosa sono e come riconoscerli

La nuova frontiera delle fake news, cioè delle notizie inventate e diffuse ad arte con l’obiettivo di informare in modo scorretto chi le legge, si chiama “deepfake”. Si tratta di video modificati ad arte per screditare i protagonisti: circolano su Internet ed è sempre più difficile capire che sono dei falsi.

Il significato letterale di deepfake

Il termine “deepfake” è composta da due termini inglesi: “deep” che si riferisce a “deep learning”, uno dei metodi di apprendimento dell’intelligenza artificiale (Ia), e “fake”, che significa “falso”. Sta appunto ad indicare un video falso, creato da uno reale ma che è stato modificato con le tecniche dell’Ia. Con questi video è possibile fare pronunciare quel che si desidera a una persona di cui si possiede un filmato oppure sostituire un individuo ad un altro.

Fotomontaggi ad alta sofisticazione

Il fenomeno dei deepfake ha iniziato a diffondersi dal 2017, quando cominciarono a circolare su Internet video hard che avevano come protagoniste alcune attrici di Hollywood come Jessica Alba, Daisy Ridley e Gal Gadot, e la cantante Taylor Swift. A chi ha realizzato questi filmati è bastato sovrapporre il volto della vittima a quello della reale protagonista per creare il deepfake. Semplificando, si potrebbe affermare che è stato fatto una sorta di fotomontaggio al video. A questi filmati il sito Reddit ha dedicato persino uno specifico canale, salvo poi chiuderlo dopo le polemiche che si sono presto scatenate.

Bloccarli può essere difficile

Di recente la trasmissione “Striscia la Notizia” ha mandato in onda deepfake che hanno avuto come protagonisti Matteo Renzi e l’ex allenatore della Juventus, Massimiliano Allegri, rivelando poi che si trattava di falsi. Le potenzialità ancora inespresse dell’intelligenza artificiale renderanno sempre più difficile distinguere i filmati veri dai falsi. Per non cadere nella rete di chi diffonde deepfake bisogna chiedersi prima di tutto chi ha pubblicato il video e chi lo ha condiviso per la prima volta. Esistono inoltre programmi di montaggio che consentono di vedere un filmato rallentato e con le immagini ingrandite, così da notare con più felicità eventuali modifiche da parte di qualcuno che interesse a creare disinformazione.

Per arginare la diffusione dei deepfake, il colosso dell’informazione Google sta lavorando alla creazione di un archivio di video manipolati. Negli Stati Uniti, lo Stato della California ha dichiarato guerra ai deepfake, attraverso l’emanazione di due leggi. La prima criminalizza chi modifica filmati di politici per screditarli in vista delle elezioni, mentre la seconda dà la possibilità a chi si ritrova protagonista di un video hard senza averlo mai girato di fare causa a chi lo diffonde.

 

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Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

Autore dell'articolo: Cristiana Lenoci

Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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