Covid: sui social l’avvocato Mimmo Farina racconta la sua “odissea”

In un periodo dominato dalla confusione, dall’incertezza e dal timore, le persone che parlano apertamente del Covid descrivendo le sensazioni fisiche e psicologiche provate a contatto con il virus purtroppo sono ancora “mosche bianche”.
C’è un diffuso riserbo, che per alcuni è vera e propria vergogna, a dichiarare di essere stati colpiti dal Coronavirus. Invece, mai come in questo momento, le testimonianze al riguardo sono utilissime, per diversi motivi. Sono tanti i cerignolani che stanno apprezzando i post pubblicati su Facebook dal noto avvocato Mimmo Farina, di Cerignola, che ha cominciato a raccontare il suo “diario di bordo” da quando il virus ha fatto la sua comparsa, in modo alquanto subdolo, nella sua vita.
L’avvocato Farina, che è anche un abile scrittore, è riuscito a trasmettere non solo un grande senso di fiducia nella guarigione dal virus, ma anche un messaggio più ampio, che riguarda il comportamento di alcuni medici curanti, chiamati ad intervenire tempestivamente e nel modo opportuno nei casi sospetti e in quelli conclamati di Covid-19.
Dal diario di bordo. Oggi c’è bonaccia, il sole splende in lontananza, la nave va avanti, nonostante tutto, la velocità di crociera è pari a 10 nodi, la vita, come sempre, è troppo bella. Si, fuori tutto ok, dentro, mbé, molto meno. Quando ti assale la tristezza, il dubbio, l’ansia, l’incertezza per i giorni a venire, mbé, non è bello, ma non si molla, si prova a cambiare prospettiva di pensiero e a rimettere insieme i cocci. Non ho dormito molto stanotte, davanti agli occhi c’avevo il contenuto di tantissimi messaggi di dolore e ansia, le immagini di morte che da troppo tempo girano in tv e sui social e poi un messaggio vocale. Una giovane ragazza con il padre ricoverato in ospedale per covid, non lo vede, non può farlo, non lo sente, non sa nulla di nulla. Non è proprio un messaggio, sono 10 minuti di un pianto inarrestabile, di singhiozzi incontrollati che ti fanno accapponare la pelle.
Non ho capito molto di quello che, fra i singhiozzi mi diceva, ma qualcosa sì. “Io non so se papà, come te, vuole uscirne da sta cosa, se ha la forza per farlo. È poi é solo … in ospedale, in ospedale, in ospedale, capito in ospedale” e continuava a ripetere ossessivamente la parola “ospedale”. Poi la stoccata finale: “noi siamo responsabili, perché forse non abbiamo adottato tutte le precauzioni, forse non li abbiamo protetti a sufficienza” e giù singhiozzi. No, non siete responsabili di nulla, purtroppo il pericolo è fra noi, io ho sempre adottato tutte, ma proprio tutte le precauzioni eppure ora sono qui a cercare di combattere.
Non ho ancora risposto a quel messaggio, non ce l’ho fatta, ma lo farò più tardi, sicuro. È pesante il fardello che mi si è scaricato addosso, non so ce la farò a portarlo sulle mie povere spalle, ma non me l’ha prescritto il medico, sono io che voglio farlo, che devo farlo, perché è importante per noi malati, ma anche per i sani, che devono girarci al largo dalla bestia e non come hanno fatto ieri a Bari in via Sparano. Tutte queste emozioni, queste ansie, non mi hanno fatto dormire e così, improvvisamente, nel buio della notte mi è apparso il viso di un amico, che ora è in ospedale, ieri gli hanno consentito di chiamare casa e lui l’ha fatto. Poi il faccione di un giovane che mi ha chiesto l’amicizia nei giorni scorsi, la faccia della salute.
Ha pubblicato un post con la sua foto, ospedale, letto, mascherina, scriveva per dire ai suoi familiari e agli amici che sta meglio e per incazzarsi con quelli che non rispettano le regole…”
Quella dell’avvocato Farina è una bella testimonianza che ognuno di noi dovrebbe leggere e “fare sua”: perché il Covid non è una colpa, può arrivare a chiunque in qualsiasi momento e la condivisione dell’esperienza, per quanto dolorosa possa essere, è segno di civiltà e altruismo.
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Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

Autore dell'articolo: Cristiana Lenoci

Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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