Coprifuoco: Origini e Significato, ieri e oggi

Il termine “coprifuoco”, tornato di attualità dopo gli ultimi provvedimenti governativi che hanno introdotto ulteriori restrizioni per fronteggiare l’emergenza sanitaria da Covid-19, ha origini nel Medioevo. Ma perché il divieto di uscire durante le ore serali e notturne per una situazione di emergenza si chiama così?

Le origini del nome

Il significato della parola deriva da un’usanza nata e diffusasi nel basso Medioevo, quando, ad una certa ora serale, il rintocco di una campana o lo squillo di una tromba segnalava ai cittadini l’obbligo di soffocare i fuochi sotto la cenere (per non generare fumo) come precauzione per evitare incendi accidentali.

Il primo a parlare di coprifuoco, con il termine inglese “curfew”, è stato il re Guglielmo il Conquistatore, che nel 1068 impose di spegnere tutti i fuochi nelle città inglesi al rintocco delle campane delle otto di sera, per prevenire incendi notturni, visto che all’epoca le case erano costruite in gran parte con il legno. Anche in Francia venivano applicate le stesse misure, definendole con la parola “couvre-feu”.

Successivamente il coprifuoco iniziò ad indicare l’ordine tassativo di restare a casa dopo un certo orario, per motivi di ordine pubblico o in situazioni di emergenza, anche quando l’illuminazione stradale divenne elettrica e quindi permanente nelle ore notturne.

Coprifuoco durante i conflitti mondiali

Nel secolo scorso il termine fu utilizzato durante le guerre. Per esempio, nel caso di bombardamenti aerei, era vietato accendere luci, in modo da non segnalare la propria presenza alle truppe nemiche. Uno storico coprifuoco in Italia risale al 25 Luglio 1945, quando, dopo la caduta di Mussolini, il primo governo Badoglio lo impose dalle 21 alle 5 in tutto il Paese.

Quando si utilizza oggi

Attualmente il termine coprifuoco viene impiegato quando, per motivi di ordine pubblico, le autorità dispongono di restare nella propria abitazione per non incorrere in sanzioni. In Italia questa misura viene applicata soltanto in condizioni eccezionali, come appunto la pandemia da Covid-19, allo scopo di frenare l’aumento dei contagi.

Coprifuoco in America

Negli Stati Uniti, invece, il suo utilizzo è più consueto, legato spesso a tragici eventi naturali come gli uragani, o instaurato a seguito di disordini pubblici particolarmente pericolosi. Ad esempio, è stato imposto all’inizio di quest’anno in diverse città, tra cui Washington e Los Angeles, dopo l’uccisione dell’afro-americano George Floyd da parte di alcuni poliziotti.

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Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

Autore dell'articolo: Cristiana Lenoci

Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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