Cerignola ai tempi del Coronavirus

Basta uscire e farsi un giro nei posti più frequentati di Cerignola per rendersi conto che tra gli argomenti più “gettonati” del momento c’è il coronavirus. In banca stamattina c’è gente, non mi sembra vero. Tra persone assonnate e guardinghe (della serie “meglio mantenere la distanza di sicurezza”, e non certo per la privacy) c’è chi approfitta dell’attesa per fare conversazione.

Un caso pure in Puglia. Mo vedi che tra poco arriva pure qua”, dice uno. L’altro, un signore sulla sessantina, risponde serafico: “Qua stiamo. A me dispiace per i giovani, noi abbiamo fatto la nostra vita”.

Esco dalla banca e intercetto un gruppetto di anziani per il corso. Mi fermo e chiedo se sono allarmati per il nuovo caso di coronavirus in Puglia. “E’ tutta una manovra per farci perdere di vista le cose più importanti”, dice uno di loro. La tesi è interessante, resterei volentieri ad ascoltarla.

Ma preferisco proseguire per trovare qualche giovane che voglia dire la sua sull’argomento. Vedo alcuni studenti in giro: “Oggi niente scuola?”, gli chiedo. Una ragazza che frequenta le scuole superiori mi risponde sorridendo: “Se c’è questo virus in giro, meglio non andare a scuola”. Certo, il discorso non fa una piega ma valle a spiegare che il caso si è verificato a Taranto, mica a Stornarella.

In un bar trovo un signore che commenta le notizie a voce alta leggendo il giornale. Un’abitudine molto in voga al mattino. “Ecco, anche in Puglia. Ma quanto allarmismo per un virus influenzale, perché fanno terrorismo psicologico?”, esclama.

L’espressione “terrorismo psicologico” attira la mia attenzione. Mi avvicino e gli chiedo il suo parere. Dopo cinque minuti l’uomo, sulla cinquantina, si mette a disquisire sul ruolo dell’alimentazione e sull’importanza di rafforzare le difese immunitarie. “Oggi siamo tutti malati, mangiamo male e poi ci lamentiamo che la sanità fa schifo. Forse dovremmo impegnarci tutti a mantenerci in salute!”. Il suo discorso fila liscio come l’olio, ma sul coronavirus in particolare? Lui allora spara a zero: “Chi è più debole soccomberà. E’ selezione naturale, questa”.

Il mio giretto mattutino termina al mercato coperto, dove i commercianti di frutta e verdura sono abbastanza tranquilli. La gente continua a frequentare la piazza senza problemi, gli acquisti non registrano alcun calo. E le persone in mascherina? Nessuna, almeno fino ad ora. Certo, fa freddo e molti preferiscono utilizzare la sciarpa per coprire il viso.

Amuchina e detergenti disinfettanti a ruba? E’ vero, ho provato in due o tre negozi di casalinghi e mi hanno risposto che tra lunedì e martedì sono finite tutte le scorte. “Aspettiamo altri prodotti, c’è gente che ne ordina dieci anche tutti insieme”, mi dice un negoziante.

Mai venduta tanta Amuchina come in questo periodo”, mi dice un commerciante che fa questo lavoro da una vita. E sull’aumento dei prezzi commenta: “Anche noi dobbiamo guadagnare”. Vagli a spiegare che questo non significa speculare.

Ad una prima e sommaria indagine Cerignola sembra pronta ad affrontare un’eventuale emergenza. La quarantena, quella no. Qui non si rinuncia mica al caffè mattutino, alla chiacchierata al bar, alla passeggiata domenicale. Significherebbe chiedere davvero troppo.

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Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

Autore dell'articolo: Cristiana Lenoci

Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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