Ai tempi del Coronavirus torna di moda il “panaro” di Napoli anche a Cerignola

In passato era facile alzare gli occhi al cielo e notare dei cesti di paglia calati dai balconi verso qualcuno che era giù sotto ad aspettarli. L’usanza del “panaro” è tipicamente napoletana, ma assai diffusa in tutto il Sud Italia. Anche a Cerignola le nostre nonne usavano il cestino per comodità, calandoci dentro il pane o altri generi alimentari di prima necessità. Proprio dalla consuetudine di mettere il pane nel cestino è nato il termine di uso comune “paniere”.

L’usanza napoletana del “panaro” o quella del “paniere” in altre zone del Sud Italia si tramanda di generazione in generazione. Oggi, in questo periodo di quarantena e restrizioni della libertà di movimento, questa usanza ritorna e si dimostra particolarmente utile per agevolare gli spostamenti a causa della spesa.

Come si utilizza il panaro? La sua finalità, come è facilmente intuibile, è il trasporto, dall’alto verso il basso e viceversa, di qualsiasi oggetto, evitando così al soggetto proprietario la discesa in strada.

Poco importa se viene utilizzato dal primo o dall’ultimo piano, per trasportare le chiavi di casa dimenticate o la spesa acquistata dall’ambulante di turno, il panaro rappresenta una tradizione radicata nel popolo partenopeo che non può non strappare un sorriso.

Nei giorni scorsi, dal balcone, ho visto più di un “panaro” calato dai balconi. Il coronavirus sta facendo rispolverare antiche tradizioni che avevamo dimenticato.

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Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

Autore dell'articolo: Cristiana Lenoci

Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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