Rete 5G: quali sono i rischi per la salute dell’uomo e del Pianeta?

In un articolo precedente abbiamo esaminato cosa succederà con l’arrivo della rete 5G, senza però soffermarci su quali potrebbero essere i rischi per la salute dell’uomo e la sostenibilità del Pianeta. In realtà alcuni studi hanno rilevato che le conseguenze e l’impatto della rete di quinta generazione potrebbero essere deleteri e quindi, di conseguenza, conviene informarsi in maniera approfondita.

Rete 5G: cosa comporta

Secondo le previsioni, entro la fine del 2020 il 98% del territorio nazionale sarà completamente raggiunto dalla nuova rete. Il che, in pratica, significherà che saranno installate milioni di mini-antenne a microonde a poche decine di metri una dall’altra, anche in prossimità di case e luoghi di passaggio. La copertura sarà quasi totale, il che vorrà dire che la rete sarà presente dai lampioni della luce ai tombini dei marciapiedi! L’interconnessione tra oggetti non avverrà più via cavo, come succede oggi, bensì attraverso il sistema a microonde. Allo stesso modo noi uomini saremo connessi agli oggetti che ci circondano.

Tra circa un anno, in tutta Italia, coesisteranno tutte le reti attive fino ad ora (5G + 2G + 3G + 4G più migliaia di wi-fi attivi). Vi sarà di conseguenza un allarmante innalzamento delle soglie limite per i valori di irradiazione fino a 61 V/M, mentre l’attuale valore di irradiazione media cautelativa è di 6 V/M.

Gli apparecchi che disporranno della nuova rete 5G utilizzeranno nuove frequenze ad onde millimetriche mai adoperate prima d’ora su larga scala.

Recenti studi hanno messo in luce una correlazione tra l’installazione della rete 5G e l’abbattimento di alberi: pare che questi ultimi ostacolino il sistema a microonde alla base della rete di nuova generazione.

Rete 5G: le conseguenze

Anche senza disporre del nostro consenso, con l’avvento della rete 5G saremo tutti attraversati, per 24 ore al giorno, da continue radiazioni. Le violazioni sulla nostra privacy sono evidenti, ma è anche vero che non abbiamo strumenti per poterci difendere. Gli studi recenti stanno rilevando un impatto catastrofico sulla salute pubblica: aumento di casi di cancro e danni neurologici, danni al DNA e alle cellule, coronaropatie, diabete, sterilità. Le radiazioni elettromagnetiche complessive che ognuno di noi inconsapevolmente riceverà nel proprio corpo sono circa 110 volte di più rispetto a quelle attuali.

Il rischio concreto è che noi e l’intero ecosistema (già al collasso) diventeremo cavie di un enorme esperimento che si svolge su scala mondiale, senza essere stati avvisati dei rischi che corriamo e senza il nostro consenso.

Per arginare le conseguenze negative sull’ambiente (essendoci maggiori irradiazioni cresce anche il livello di anidride carbonica nell’aria) dovremmo piantare tanti alberi, dappertutto: in città, nei parchi, nelle campagne.

Siamo disposti ad accettare tutto ciò, in nome del progresso tecnologico?

 

 

 

 

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Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

Autore dell'articolo: Cristiana Lenoci

Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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