La chef Tea Cianci: “Presenterò il mio libro di cucina a Cerignola”

Le persone che trasformano la loro passione in un lavoro le riconosci subito: hanno occhi che brillano mentre parlano di ciò che fanno e di come lo fanno, amano soffermarsi sui particolari, sono vivaci e piene di entusiasmo nel raccontarsi.

Noi abbiamo avuto il piacere di incontrare e intervistare Tea Cianci, chef di origini cerignolane trasferitasi nella Capitale circa sedici anni fa. Determinazione, impegno, bravura e tenacia hanno portato Tea a diventare una chef affermata e assai apprezzata, che impartisce lezioni di cucina online e ha in mente di realizzare un’Accademia per aspiranti chef.

Nonostante siano ormai passati molti anni da quando vive a Roma, Tea è molto attaccata alla sua terra di origine, la Puglia, e a Cerignola in particolare, dove spesso torna per ritrovare la famiglia e gli amici di sempre.

Sarò a Cerignola nei prossimi mesi per presentare il mio nuovo libro di cucina, The Art of Cooking- Come diventare uno chef nella tua cucina” annuncia Tea. Sarà una bella occasione, sia per chi già la conosce e vuole approfondire le sue competenze culinarie, sia per chi invece desidera farle qualche domanda di persona sfogliando con lei il suo libro di esordio.

The Art of Cooking” non è un semplice libro di ricette, è la storia di una giovane donna che impara ad amare la cucina aiutando la mamma e la nonna nella preparazione di quei piatti tipici pugliesi che non passeranno mai di moda e che rappresentano i capisaldi di una cultura antica che, per fortuna, qualcuno ancora riesce a trasmettere con entusiasmo.

Abbiamo rivolto a Tea qualche domanda più specifica sulla sua professione e sugli esordi nel campo della ristorazione,  in attesa di rincontrarla presto in occasione della presentazione del suo libro.

Ci sono persone che in cucina si fanno prendere dall’ansia della prestazione. Tu ne hai mai sofferto agli esordi della tua carriera da chef? E come si può superare secondo te?

Io penso che tutto dipenda dalle guide/istruttori che si ha la fortuna di incontrare sulla propria strada. Oggi molti chef che insegnano un metodo attraverso corsi di cucina sul web danno per scontate troppe cose, tralasciando passaggi e dettagli che poi si rivelano importanti ai fini dell’ottenimento di un buon risultato finale. Proprio perché in generale si tende a dare un’infarinatura di tutto senza soffermarsi sui particolari (che in cucina fanno la differenza!) molte persone, anche se predisposte per la cucina, si fanno prendere dall’ansia da prestazione, e non sono in grado di mettere a frutto le proprie capacità. I piatti che gli chef propongono sono sempre belli da vedere e perfetti nella loro composizione, mentre quelli delle persone comuni non altrettanto (nonostante dedizione ed impegno).

Per questo è necessario fornire corsi che siano personalizzati e composti in base a target specifici di persone ed esigenze particolari: non tutti partiamo dalle stesse “basi” in cucina e in ogni altro ambito della vita. Personalmente ho sofferto di ansia da prestazione soprattutto all’inizio: in cucina devi essere sempre veloce ed attenta. Quando si diventa chef avverti l’occhio del proprietario/responsabile del locale che ti sta più addosso, ti senti più responsabile. Il mio modo di superare l’ansia da prestazione (che consiglio a tutti) è di organizzare il servizio nei minimi particolari. Stando attenti alle preparazioni prima di qualsiasi altra cosa non si corre il rischio di incappare in imprevisti poco piacevoli.

Nel tuo libro parli di odori e sapori della tua terra di origine, la Puglia. In particolare, pensi che le tradizioni cerignolane siano ancora vive nel tuo modo di cucinare, e perché?

Nel mio libro ogni singola ricetta viene associata a momenti particolari di riunione e condivisione familiare o amicale. Nei miei ricordi è ancora assai nitido il periodo di Natale che trascorrevo in famiglia quando ero piccola. Io, mia mamma, nonne e zie diventavamo una vera e propria “squadra” in cucina, intenta a preparare i dolci tipici e le ricette tradizionali che rendevano la festa del Natale ancora più sentita e amata. Ecco, la mia passione per la cucina, quella che mi ha condotto fin qui, nasce proprio da quei momenti trascorsi a cucinare in famiglia. Ancora oggi io cucino come mia mamma: per intenderci, io preparo i legumi con gli stessi ingredienti e la sua stessa tecnica tradizionale tutta pugliese (e devo dire che piacciono tantissimo!).

I tuoi genitori ti volevano ragioniera, ed invece hai vinto tu. Consiglieresti ad un giovane di intraprendere il tuo stesso percorso di studi?

Ripensandoci bene, anche se al momento non mi sentivo capita ed ho sofferto parecchio, oggi devo molto ai miei genitori che volevano che intraprendessi un altro percorso di studi. Ostacolandomi, hanno rafforzato la mia passione. Quando potevo, restavo a casa a guardare mia madre che preparava ricette, ed imparavo sempre cose nuove e diverse. Un mestiere come questo, va “rubato con gli occhi”, direbbero gli anziani. Il percorso di studi dell’istituto alberghiero è senz’altro molto valido per chi vuole intraprendere questa professione, ma anche in questo caso bisogna essere fortunati ad incontrare docenti motivati e appassionati. Io ne ho incontrato uno che è diventato una guida anche dopo aver finito gli studi. Secondo me bisogna insegnare ai giovani che è importante fare la gavetta, se si vuole arrivare da qualche parte, e che nulla arriva senza sacrificio. Oggi mi sembra che le nuove generazioni siano abituate ad avere tutto e subito, e questo non va bene.

Fare lo chef è un professione che affascina tantissimo, forse anche perché molti chef sono diventati popolari in tv o sul web. Secondo te cosa serve per affermarsi davvero in questo mestiere: basta solo avere passione per la cucina?

Gli chef stellati che tanto attraggono soprattutto i più giovani, o quelli che sono popolari grazie al web, non lo diventano senza un minimo di “gavetta”. Questo mestiere, per quanto affascinante, è abbastanza duro: devi lavorare durante le feste mentre gli altri si rilassano e si divertono, devi mettere da parte la vita privata. Non arrivi lontano se non sei abbastanza motivato. La motivazione, la voglia di farcela scarseggia tra i più giovani: l’ho notato quando ho fatto dei colloqui per selezionare chef nel ristorante in cui lavoravo.

Oggi si bada molto a conseguire obiettivi e risultati, un po’ di meno a suscitare emozioni. Invece il tuo libro, prima di dare spazio alle ricette, è un excursus nella tua vita personale e nelle emozioni che hai provato in famiglia e con le persone più care. Pensi che sia importante arrivare al cuore delle persone?

Se riesci a trasmettere emozioni anche attraverso un piatto che cucini hai centrato l’obiettivo. Quando entri nel cuore delle persone non ne esci più, e questo è importante anche per uno chef. Se a questa capacità, innata o acquisita che sia, ci abbini una buona comunicazione, dovresti ottenere buoni risultati e tante persone cominciano a seguirti con piacere.

Tornerai a Cerignola per presentare il tuo libro di esordio: che tipo di aspettative nutri rispetto a questo evento? Quali sono le domande che ti aspetti e quali quelle che invece non credi che ti faranno?

Non so ancora la data precisa in cui si terrà la presentazione del mio libro a Cerignola (nei prossimi mesi sicuramente). Sono andata via da Cerignola che ero molto giovane, e il distacco è stato doloroso. Tante volte, soprattutto i primi anni, ho pensato di mollare tutto e tornare a casa. Ma poi ho proseguito, superando difficoltà e tristezza che fanno parte del percorso di crescita personale e professionale di ognuno. Oggi mi guardo indietro e mi rendo conto di aver fatto tanta strada. Non ho grandi aspettative circa la presentazione del libro tra i miei compaesani, spero che piaccia e che susciti curiosità ed interesse.

Noi ci saremo sicuramente. Grazie e ancora in bocca al lupo.

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Trovi il libro della chef Tea Cianci qui 

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Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

Autore dell'articolo: Cristiana Lenoci

Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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