Comprare casa ad 1 euro: una possibilità da cogliere al volo

Avresti mai immaginato di poter acquistare una casa pagandola un euro, e con la possibilità di abitare in uno dei tanti bellissimi borghi italiani?

L’idea di mettere in vendita case ad un costo irrisorio (un euro!) è venuta ad alcune amministrazioni comunali, preoccupate per lo spopolamento del loro territorio, ed è stata pensata  in primis per dare nuova vita ad interi borghi abbandonati. A fronte di un eccessiva densità di popolazione in alcune città/metropoli italiane, ci sono luoghi incantevoli che invece risultano ormai privi di vita.

Così sono stati aperti diversi bandi per l’assegnazione di case al costo di un euro, con l’impegno di restaurarle e abitarle. E poichè le bellezze d’Italia sono poco apprezzate dagli italiani, gli interessati a questa bella iniziativa sono soprattutto stranieri. Per chi ama le sfide, l’occasione è buona.

Mentre i primi bandi hanno visto poca partecipazione, ora le cose stanno cambiando, e sempre più persone mostrano interesse verso questa opportunità di acquisto, soprattutto chi cerca casa a basso costo e i giovani che non hanno la possibilità economica di accedere ad un mutuo.

Per informazioni sulle case disponibili si può visitare il sito www.casea1euro.it dove sono esposte nello specifico tutte le opportunità di acquisto e l’iter di assegnazione.

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Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

Autore dell'articolo: Cristiana Lenoci

Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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