Annamaria Vigliotti: creo abiti, ma anche emozioni

Grande soddisfazione per la stilista cerignolana Annamaria Vigliotti, che ieri ha partecipato alla trasmissione televisiva “Detto Fatto” su Rai Due presentando la sua nuova collezione di abiti. Ecco un’intervista realizzata tempo fa, presso il suo atelier a due passi dalla Cattedrale di Cerignola.

“L’eleganza è l’equilibrio tra proporzioni, emozione e sorpresa” (Valentino)

Incontriamo Annamaria Vigliotti nel suo nuovo atelier a Cerignola (Fg). Bionda ed elegante, questa giovane stilista pugliese ci mostra la sua ultima collezione di abiti, uno più bello dell’altro. Poi entrano alcune clienti ed io la osservo mentre propone alcuni modelli disponibili nel suo atelier: con un solo colpo d’occhio Annamaria riesce a capire quale abito potrebbe stare meglio ad una delle due donne che sembra parecchio indecisa. Discreta ma al tempo stesso consapevole della sua esperienza nel settore, Annamaria indica quale modello è indicato spiegandone il perchè.

E’ stato in quel momento che ho capito immediatamente cosa c’è dietro alla scelta di un abito anziché un altro: per quanto bello e prezioso possa essere, non può mancare uno studio attento sulla personalità di chi lo indosserà. In questo Annamaria è davvero molto esperta e lo si nota subito dal modo di muoversi e approcciarsi ai clienti. Parlando con lei mi si apre un mondo, quello della moda, che non si identifica solo con le sfilate in passerella.

Ma come nasce un abito, da dove si parte per la creazione di un modello che possa poi incontrare il gusto delle donne? Annamaria lo spiega con molta semplicità e chiarezza.

Tutto comincia dalla scelta del tessuto, poi si passa alla creazione del modello (e qui la creatività ed il gusto personale dello stilista sono essenziali), poi si arriva al confezionamento, che è fatto di cura dei particolari e degli accessori che andranno a rendere quell’abito assolutamente esclusivo e non uguale ad altri

L’originalità e l’esclusività degli abiti creati da Annamaria sono sotto gli occhi, le chiedo però se queste caratteristiche sono sempre comprese dalle clienti o no. “Purtroppo, in questi tempi difficili soprattutto, subisco la competizione con le grandi firme: qui al Sud, in particolare, si è abituati a spendere grosse cifre solo se l’abito appartiene a nomi altisonanti della moda, penalizzando creatività e bravura degli stilisti emergenti”.

La “gavetta” di Annamaria nel campo della modellistica comincia un po’ di anni fa, con uno stage come consulente di stile presso lo showroom di Basile, in piazza di Spagna a Roma, e successivamente come “Couturier” presso il laboratorio di una delle premier dello stilista Valentino, sempre nella Capitale. Proprio allo stile di quest’ultimo Annamaria si sente particolarmente affine quando crea i suoi modelli. Annamaria ha vinto anche due importanti concorsi nazionali come stilista e casa produttrice. Finalmente ora ha realizzato uno dei suoi obiettivi: disegnare una collezione che porta il suo nome.

Tornando al suo attuale lavoro in atelier, sono curiosa di sapere quali sono i gusti e le esigenze che si trova più spesso a dover accontentare. “Io parto da un mio principio fondamentale: l’abito deve valorizzare la femminilità di una donna, mettendo in evidenza i pregi e nascondendo abilmente i difetti. Rispetto a quando si va in un qualsiasi negozio, qui io effettuo una vera e propria consulenza d’immagine per ogni cliente. E spesso devo essere pronta a far capire che un abito non è adatto e che invece potrebbe esserne un altro, come è successo prima. Sempre con molto tatto e discrezione”, risponde.

In che senso lo stilista dovrebbe essere anche un bravo psicologo? Questo concetto mi incuriosisce parecchio e voglio approfondirlo. Annamaria è pronta a rispondere raccontando un episodio che le è capitato di recente. “E’ venuta da me in atelier una donna che usciva da un periodo di depressione a causa di un grave lutto: mi ha chiesto di consigliarle un abito ed io l’ho fatto, cercando di interpretare il suo stato d’animo. Ho scelto un colore sobrio ma deciso, il blu. Lei ha indossato l’abito ed è scoppiata a piangere davanti allo specchio. Dopo tanto tempo, mi ha detto,  era tornata a sentirsi donna e femminile. Quell’abito ha rappresentato per lei la prima tappa di una rinascita sia fisica che spirituale”.

Mi piace pensare, d’ora in poi, che dietro ogni abito che indossiamo spesso senza pensarci ci sia qualcosa in più: un particolare di noi, un’emozione che gli altri possono cogliere, apprezzare, amare.

Complimenti, Annamaria!

 

 

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Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

Autore dell'articolo: Cristiana Lenoci

Mi chiamo Cristiana Lenoci, sono laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La mia grande passione è la scrittura, ho maturato una discreta esperienza sul web e collaboro per diversi siti. Ho anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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